PAOLA NEGRIN ATTRICE ED AUTRICE DI TEATRO SI RACCONTA
E
adesso come vivi questa simbiosi ?
Ma adesso, quando un personaggio spicca un balzo dalla carta alla mia anima, non posso dirmi che non è nulla.
Vi
rimarrà intrappolato.
Per poi liberarsi e volare via.
Ma intanto questa attrice qui si è rivelata a se stessa, come reggendo
uno specchio e scorgendovi un’immagine del tutto inconsueta.
Che cosa esattamente?
L’affronto e la febbre, l’abbandono e la fede, il coraggio della
passione che mette tutto a soqquadro…Francesca, Lucia, Constance…
Ci provo tutte le sere. Mi applico, mi concentro.
Ma talvolta accade qualcos’altro.
La pulizia di un momento. L’istante bello e forte.
La voce suadente. Il corpo morbido.
Anni- luce di distanza dal raziocinio.
L’abbandonarsi a quello che viene così semplicemente farsi prendere
le mani e portare via da qualche parte ma sempre qui…
Volare al di sopra delle assi del palcoscenico.
Fluttuare generosamente tra cuore e cervello.
Le parole i gesti gli impulsi eccoli venuti. Luce.
Non riesco a spiegarmi.
Le parole che uso mi sembrano poco adatte, troppe, ridondanti, assordanti…quanto
chiasso si fa quando si parla d’amore, non è vero?
Invece c’è un che di silenzioso, primordiale, fanciullesco in
quello che faccio nella vita.
Ma qual’ è la vita vera?
Quella del palcoscenico o quella lontano da qui?
Quella del sonno delle ore trascorse fuori da questo cerchio di luce o quella
del sogno corroborante e possente di me che faccio finta di essere…chi?
Mi addormenterò beata, ora che ho strizzato e spremuto fino in fondo
questa giornata. Ora che le ho fatto davvero male. Così è uscito
il bene.
Perdonate queste parole. Non date loro troppo peso, non sono così importanti,
in fondo.
Ma vi chiedo una cosa.
Tornate a vedermi, un1’altra volta. Quando sarà…un’altra storia.”